• Iniziamo il nuovo anno con un buon intento (Sankalpa): la purificazione dell’anima che passa da quella del corpo per proseguire lungo un cammino più introspettivo e profondo.

    9 incontri dedicati alla ricerca del nostro Sè più profondo.

    Per info. e prenotazioni scrivimi qui nei commenti oppure una mail a irenebartalini@icloud.com o whatsapp me 3284921866

  • One Day Pure Retreat

    Domenica 14 dicembre è stata una giornata dedicata alla connessione con se stessi.

    Grazie a tutti per la partecipazione e l’energia condivisa nella splendida atmosfera di Villa Casagrande.

    Stay Tuned…

  • Domenica 14 dicembre 

    Ritrova il tuo centro, rallenta e goditi una splendida dimora Toscana con One Day Pure Retreat.

    RICONNETTITI CON TE STESSO.

    Ti sei mai sentito come se la vita stesse accadendo principalmente nella tua testa? 

    Lo capiamo. Questo è il luogo in cui trovare il tuo relax. 

    One Day Pure Retreat ti offre l’opportunità di ascoltarti, rilassarti e prenderti una pausa. Ti portiamo in una bellissima location con un programma pensato per risvegliare il tuo corpo e immergerti profondamente nella tua coscienza.

    Il relax vi aspetta.

    ONE DAY PURE RETREAT Sunday 14th December

    Ground yourself, slow down Enjoy Tuscany Mansion with One Day Pure Retreat 

    RECONNECT WITH YOURSELF

    Ever feel like life’s mostly happening in your head? We get it. This is the place where you can find your relaxation. 

    One day Pure Retreat offers you  a chance to feel, relax and press pause. We take you to a beautiful location with a program designed to awaken your body and dive deep into your consciousness.

    Relax awaits.

    For info. & reservation

    Mail: irenebartalini@icloud.com

  • Importata dal Giappone, la Forest Therapy o Bagno di Foresta è oggi nota come “l’abbraccio degli alberi”. Questa definizione è assolutamente riduttiva per una pratica che è salvifica per la nostra persona.

    Lo Shinrin-yoku infatti (questo il nome originale giapponese), mira a stimolare i i cinque sensi per tenere sotto controllo stress, ansia e depressione ma apporta una più ampia serie di benefici: abbassa i livelli di adrenalina, contrasta l’iperattività, stimola il sistema parasimpatico, riduce la pressione sanguigna.

    Trascorrere del tempo a contatto con la natura è il primo passo per ristabilire il nostro equilibrio psicofisico. Lo si può fare semplicemente passeggiando all’aria aperta, oppure dedicando maggiore attenzione al paesaggio che ci circonda, immergendoci nei colori, nei profumi, nei suoni che la natura ci regala. Aprirci a ricevere ciò che arriva, percependo il fruscio del vento sulle foglie, riempiendo i nostri occhi del verde intenso, camminando a piedi nudi se possibile su un prato, abbracciare un albero, non può che portare una grand energia e un grande bilanciamento alla nostra persona.

    Hai mai provato ad abbracciare un albero? A strofinarti alla sua corteccia come un orso? Ad annusarne il profumo? A parlarci?

    La prossima volta che farai un trekking o una passeggiata in un bosco prova a soffermarti qualche minuto davanti ad un albero, scegli quello che ti attira, osservane la corteccia, toccala, annusala, abbraccia l’albero, fonditi con esso, immedesimati nella sua magnificenza, nelle sue radici ben fissate nel terreno, nella sua stabilità.

    L’albero è simbolo della vita, incarna il ciclo della vita: nascita, vita, morte e rinascita, quindi la vitalità e la capacità di rigenerarsi.

    ShinrinYoku Family

    Ti auguro un bagno di foresta profondo!

  • Lo regaliamo, lo riceviamo in dono ma davvero ne conosciamo il significato e le origini?

    Ricavato da un albero tropicale che prende il nome botanico di Bursera graveolens o semplicemente palosanto, arbusto che cresce spontaneamente nell’America Centro-Meridionale, viene coltivato in alcuni specifici Paesi, come Ecuador e Perù.

    Viene definito “santo” perché questo albero fiorisce durante il periodo natalizio, momento in cui raggiunge il suo massimo sviluppo.

    La sua particolarità è che viene raccolto solo quando l’albero muore per cause naturali come fenomeni atmosferici o per vecchiaia (il suo ciclo vitale è di circa 90 anni). Viene utilizzato solo se l’arbusto è rimasto a terra per un periodo che va dai cinque agli otto anni.

    Utilizzato dagli sciamani Inca e dagli indigeni delle Ande nei rituali religiosi per eliminare le energie negative ed entrare in comunicazione con gli Dei, si presenta come un bastoncino di legno grezzo e secco che, bruciato, emana un gradevole profumo.

    Grazie al suo aroma dolce viene utilizzato come un incenso per profumare la casa e scacciare le energie negative in modo simile agli “smudge”, regalo perfetto che chi deve inaugurare nuovi ambienti: case, uffici, attività.

    Si brucia un’estremità e si soffia sulla brace che si forma, in modo da creare quel fumo denso che si disperde nell’aria.

    Si può riutilizzare più volte perché, a differenza del bastoncino d’incenso, si spegne senza consumarsi tutto.

    L’olio che se ne ricava è utilizzato in Europa da oltre due secoli per le sue proprietà antidepressive, analgesiche, antisettiche e antinfiammatorie (se applicato direttamente sulle zone interessate), conciliative del sonno, rilassanti.

    Fatto bollire, il legnetto di Palo Santo diventa una tisana che può essere un toccasana naturale per ridurre i problemi di stomaco e difficoltà digestive, favorendo la regolarità intestinale.

    Viene tradizionalmente impiegata per trattare: raffreddore, tosse, asma, bronchite e altre affezioni respiratorie.

  • Mi chiedete in molti come si svolge una consulenza naturopatica e a cosa serve la naturopatia.

    Provo a spiegarti come funziona la naturopatia e come svolgo il mio lavoro

    La prima cosa da considerare quando si vuole intraprendere un percorso olistico è che la naturopatia implica un rapporto di collaborazione attiva col ricevente.

    Questo significa che in tutto il processo di ripristino dell’equilibrio psicofisico tu sarai partecipe e “artefice” del tuo cambiamento. Per raggiungere l’omeostasi perduta o mantenere l’equilibrio psico-fisico è necessario adottare delle abitudini salutari che, una volta apprese e fatte proprie, possono modificare in modo drastico il modus vivendi. Partendo dall’alimentazione al modo di respirare, spaziando dai fiori di Bach agli oli essenziali, ai cristalli, per passare agli integratori, alla pratica yoga, alla meditazione, all’Ayurveda, ai trattamenti di riflessologia plantare e alle altre tecniche di MTC (Medicina Tradizionale Cinese).

    La consulenza inizia con un primo incontro della durata di circa 1.30h per conoscere la persona, le sue abitudini di vita, ricostruire un’anamnesi.

    Osservo il suo corpo, il suo respiro, la gestualità, il modo in cui parla, per capirne l’assetto e le vibrazioni che emana. Guardo i suoi occhi, il viso, le spalle, la lingua. Osservo inoltre i piedi, importanti sia per la MTC sia per capire il legame col suolo, con la terra, ovvero il “grounding che è la base stessa della vita, come le radici per l’albero” come in bioenergetica lo definisce A.Lowen

    Una volta raccolte tutte le informazioni necessarie per fare un’anamnesi, costruiremo insieme un percorso ad hoc basato sulle tue esigenze per riportarti in una situazione di equilibrio psico-fisico, per aiutarti a mantenerlo e così prevenire eventuali disequilibri futuri.

    Come lavoro? Preferibilmente in presenza, cosa che mi permette una valutazione completa.

    Ricevo nel mio studio a Prato, in Via C. Balbo 91 ma se sei distante possiamo fissare un primo incontro online per poi valutare come procedere (ed eventualmente concordare un appuntamento per vederci di persona).

    Una volta esclusa ogni controindicazione o l’opportunità di consultare il medico, in base alla sintomatologia che presenti, ti guiderò nel percorso più adatto a te.

    Parto sempre dall’alimentazione per spaziare tra le pratiche del respiro, dello Yoga, meditazione ed integrare eventualmente dei trattamenti che possono essere pricipalmente di Medicina Cinese o Ayurvedica, come massaggi, riflessologia, moxa o coppettazione.

    “La salute non è tutto ma senza salute tutto è niente”

    (Arthur Schopenhauer)

  • Cos’è? Dove si trova? A cosa serve?

    È il decimo dei dodici nervi cranici, fondamentale per il nostro benessere fisico e i nostri stati psicologici ed emotivi.

    Nasce nel midollo allungato, attraversa il foro giugulare, passa per il collo, scende nel torace e, da qui, giunge fino all’addome, innervando numerosi punti che vedi indicati nell’immagine.

    LA TEORIA POLIVAGALE

    I due rami del nervo vago:

    La teoria polivagale, ideata da Stephen Porges, ha distinto il ramo ventrale dal ramo dorsale: il primo ha origine dal lato ventrale del tronco encefalico (a livello dello stomaco) ed il secondo dal pavimento del 4°ventricolo cerebrale, verso la parte posteriore.

    Suscitano stati psicologici molto diversi tra loro, influenzano diversamente gli organi viscerali, sostengono reazioni emotive diverse.

    La teoria Polivagale ha rivoluzionato il trattamento del trauma: attraverso la lente polivagale è possibile aiutare i clienti a calmare il corpo, a gestire le risposte alle minacce e a sviluppare la capacità di autoregolazione.

    Gli esercizi, i massaggi e le palpazioni che vado ad esporti possono essere d’aiuto per alleviare i sentimenti di vergogna e autocolpevolizzazione che alcuni clienti provano nei confronti delle loro risposte alle esperienze traumatiche.

    “Se volete migliorare il mondo, cominciate col far sentire le persone più sicure”.

    Stephen Porges

    PROBLEMI SOMATOPSICOLOGICI:

    • Ansia e attacchi di panico
    • Fobie
    • Comportamento antisociale e violenza domestica
    • Disturbo da stress post-traumatico
    • Depressione e SNA
    • Disturbo bipolare
    • Disturbo da deficit di attenzione e iperattività
    • Autismo e il trattamento dell’udito.

    “Il trauma non è un evento; il trauma è la risposta”.

    Stephen Porges

    DISTURBI FISICI che si possono alleviare CON ESERCIZI MIRATI:

    • BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA (BPCO)
    • ERNIA IATALE
    • DOLORE ALLE SPALLE, COLLO, TESTA, MUSCOLO TRAPEZIO E STERNOCLEIDOMASTOIDEO
    • EMICRANIA

    ESERCIZI PER RISTABILIRE IL COINVOLGIMENTO SOCIALE:

    • TECNICA DI RILASCIO NEUROFASCIALE
    • ESERCIZI DELLA SALAMANDRA
    • MASSAGGIO PER L’EMICRANIA
    • ESERCIZIO PER IL MUSCOLO STERNOCLEIDOMASTOIDEO CONTRO IL COLLO RIGIDO
    • ESERCIZIO “RUOTA E GIRA” PER IL MUSCOLO TRAPEZIO

    Per approfondire l’argomento e conoscere la pratica da seguire anche online contattami per mail o scrivimi nei commenti.

  • Siamo in pieno autunno, la stagione Vata per eccellenza, caratterizzata da secchezza, fragilità, instabilità, come abbiamo visto secondo la Medicina Ayurvedica.

    Si rende indispensabile in questo periodo ricorrere a delle pratiche naturali per prevenire raffreddamenti e congestioni, i cosiddetti “malanni di stagione”.

    L’echinacea è una pianta fiorita con proprietà importanti per il nostro sistema immunitario.

    Esistono tre varietà principali di echinacea:

    • purpurea, indicata a scopo preventivo per la sua attività sul sistema immunitario e per l’azione antivirale.
    • angustifolia, adatta in fase acuta per la spiccata attività inibitoria sulla cascata infiammatoria, quindi utile in associazione ai rimedi contro il raffreddore, il mal di gola e la tosse.
    • pallida, molto simile all’angustifolia come composizione, ma dotata di minore attività antinfiammatoria (efficace nelle preparazioni cutanee per le sue proprietà cicatrizzanti).

    Quando assumerla:

    Per preparare il sistema immunitario all’arrivo della stagione fredda si può assumere l’Equinacea non solo nei casi di raffreddamento (tosse, raffreddore) ma anche nelle situazioni di indebolimento delle difese immunitarie: stress, cistite, herpes, candida, afte.

    Grazie alle sue proprietà antinfiammatoria, antibatterica e antivirale se ne consiglia l’assunzione anche al momento della comparsa dei primi sintomi da raffreddamento (mal di gola, febbre, raffreddore) per scongiurare l’insorgenza di complicanze come sinusiti e bronchiti.

    Effetti collaterali:

    Pur trattandosi di rimedio naturale dobbiamo considerare le proprietà immunostimolanti dell’Echinacea che la rendono sconsigliabile a chi soffre di patologie autoimmuni o a chi sta assumendo farmaci immunosoppressori, perché può causare seri problemi.

    Allo stesso modo è sconsigliata alle donne in gravidanza o in allattamento e ai bambini al di sotto dell’anno di età, a chi è allergico alle piante della famiglia delle Asteracee.

    Come assumerla:

    In capsule o compresse da 400mg di estratto secco una volta al giorno per prevenire; dai 500 ai 750mg 2 volte al giorno per curare disturbi già evidenti.

    In gocce: direttamente in bocca oppure diluite in poco liquido: 6 o 10 gocce 3 v/dì per bambini di 6 /12 anni mentre 20 gocce 2/3 volte al dì per adulti.

    Tisana o tintura madre: la tisana può essere preparata utilizzando la radice, i fiori e le foglie della pianta. Meglio utilizzare le parti aeree della pianta, in quanto il sapore del decotto della radice è piuttosto sgradevole, invece utilizzando le sommità fiorite dell’Echinacea purpurea, il sapore risulterà unico.

    La tintura madre di Equinacea Angustifolia, assunta in fase acuta nella quantità di circa 150 gocce al dì divise in 3 volte, viene trattenuta normalmente qualche istante sotto la lingua per facilitarne l’assorbimento.

  • Ci troviamo nella stagione di transizione, nel passaggio dall’estate (stagione in cui domina Pitta) all’autunno, in cui dobbiamo cercare di mantenere l’armonia di Vata. Diventa importante preparare il corpo per affrontare l’imminente stagione invernale.

    L’Ayurveda riconosce che ogni stagione influisce sulle energie vitali del nostro corpo in modi diversi in base alla nostra costituzione di base, Vata, Pitta o Kapha.

    Dal predominante Pitta dell’estate (Elementi Fuoco e Acqua, sudorazione e infiammazione) si passa a Vata (Elementi Aria, spazio, etere): leggerezza, secchezza, freschezza e movimento.

    Squilibri come secchezza della pelle, dolori articolari, rigidità, raffreddori, influenze: anche il sistema digestivo può risentirne con gonfiori, costipazione, gas, digestione e appetito irregolari. 

    L’aumento di Vata può portare anche a instabilità mentale, ansia insonnia e difficoltà di concentrazione. 

    Come bilanciare Vata?

    Alimentazione:

    Per bilanciare questo squilibrio è bene adottare degli accorgimenti nelle abitudini quotidiane, partendo come sempre dall’alimentazione. Sono di aiuto cibi caldi e umidi, idratanti, per contrastare la predominanza del dosha Vata tendente alla secchezza e al freddo. Zuppe, porridge, verdure e radici come carote, patate, patate dolci, barbabietole sono riscaldanti e stabilizzanti, utili per bilanciare Vata e fornire energia.

    Cereali integrali come riso, avena e pseudo cereali come quinoa e miglio forniscono calore e sono facili da digerire e non vanno ad appesantire la digestione. In particolare l’avena va a ristabilire e bilanciare Vata.

    Frutta autunnale dolce e succosa come mele e pere, uva e prugne, meglio se cotte o in composte, vanno a idratare il corpo e mantenere l’equilibrio tra Vata e Pitta.

    I legumi sono importantissimi: lenticchie, ceci, fagioli mung sono leggeri e non aggravano Vata, specialmente se trattati bene e ben cotti, conditi con spezie riscaldanti quali curcuma, cumino, coriandolo, cannella e finocchio che ne facilitano l’assunzione e mantengono il nostro calore interno.

    Latticini come il latte caldo (nel mio caso solo vegetale ma se sei abituato al vaccino, sceglilo preferibilmente scremato e a basso contenuto di lattosio), golden milk e burro ghee e chiarificato vanno a pacificare Vata, se alimenti ahimsa (ottenuti da animali che non hanno subito violenze e maltrattamenti). Il burro ghee (di cui troverai la ricetta a fine articolo) è un buonissimo conduttore e lubrificante. Molti medicinali vengono somministrati col ghee per essere assimilati più facilmente. 

    Le tisane calmanti e riscaldanti sostengono la digestione e contrastano il freddo: zenzero, camomilla, liquirizia.

    È consigliabile berle durante il giorno perché ci aiutano nelle attività da svolgere.

    Noci e semi: mandorle, noci, semi di sesamo, contrastano secchezza e lubrificano.

    Essendo frutti secchi se ne consiglia la reidratazione prima dell’assunzione, mettendoli a bagno la notte prima di consumarli. 

    Cosa evitare: cibi crudi (ridotti al minimo) e freddi (insalate, bevande ghiacciate sempre, anche in estate).

    L’obiettivo in generale è quello di mantenere il calore interno, idratazione e stabilità, bilanciando i Dosha attraverso l’alimentazione e la routine quotidiana.

    L’Ayurveda ci insegna che ogni persona ha una costituzione unica e l’equilibrio dei tre dosha può variare da una persona all’altra. 

    Per il dosha Vata, caratterizzato da secchezza, leggerezza, freddezza, i cibi elencati sopra vanno benissimo. Beneficia di cibi caldi, umidi, nutrienti e facilmente digeribili. Zuppe calde, stufati, radici, cereali integrali e spezie.

    È il Dosha che si squilibra più facilmente e altrettanto facilmente si ripristina.

    Vediamo qualche suggerimento da tenere in considerazione in questa stagione per l’alimentazione dei soggetti delle altre costituzioni:

    Dosha Pitta: acidità, irregolarità infiammazione. Cibi rinfrescanti (non freddi) e idratanti. Frutta dolce (mele, pere, uva), cereali integrali, riso basmati e latticini moderati. Spezie dolci meno riscaldanti come coriandolo e finocchio.

    Dosha Kapha: lentezza e umidità.

    Tende ad accumulare umidità e pesantezza per cui ha bisogno di cibi leggeri, asciutti e riscaldanti. È preferibile consumare spezie che lo aiutano come pepe nero, zenzero, curcuma, broccoli, verdure leggere, tutti i cavoli e i legumi (lenticchie limitate), frutta con moderazione (per limitare gli zuccheri) e preferibilmente cotta. Cereali come riso scuro e orzo. Evitare cibi troppo piccanti, acidi o salati. 

    Routine quotidiana:

    Primavera e autunno sono i periodi di transizione più difficili: l’Ayurveda consiglia di svegliarsi presto al mattino per beneficiare dell’energia fresca del mattino, praticare yoga, pranayama e meditazione per calmare la mente. 

    Automassaggiarsi o sottoporsi a massaggi con olio caldo riscaldante come l’Abyangam nutre la pelle e la reidrata. Si possono applicare alcune gocce di olio di sesamo o ghee nelle narici al mattino per mantenerle umidificate e migliorare la respirazione.

    Passeggiare all’aria aperta al mattino aiuta a mantenere l’energia in equilibrio e connetterci con la stagione che stiamo vivendo. 

    Sonno: mantenere un buon ritmo ci aiuta per tantissime cose affinché anche i nostri organi interni si rilassino e si riposino per lavorare al meglio. 

    Creare un ambiente consono (no schermi in camera) con un buon libro, candele, aromaterapia, tisana calda.

    Detox:

    Stagione idonea, dedicando qualche giorno facendo una scelta precisa di cibi. Alimenti non processati, freschi e naturali.

    Integratori:

    Polvere di triphala (3 erbe volte a depurare e alla digestione: Amalaki (uva spina indiana o Emblica officinalis), Haritaki (Terminalia chebula) e Bibhitaki (Terminalia bellerica) per le tossine. Il suo nome significa letteralmente “tre frutti” e viene utilizzata per le sue proprietà depurative, digestive e riequilibranti per l’organismo.

    Inoltre, per bronchiti e muco accumulato togliere tutti i latticini, dolci e cereali.

    Rimedio utile contro malanni di stagione come raffreddore, congestione delle vie aeree, tosse:

    Ginger Tea con chiodi di garofano.

  • Uno dei mantra più conosciuti e potenti, composto da sole tre lettere, ognuna con un profondo significato.

    Simbolo sanscrito

    A = creazione, nascita, inizio  (dio Brahma)

    U = continuazione, sostegno, flusso della vita (dio  Vishnu)

    M = dissoluzione, sonno profondo, morte e ritorno alla vita (dio Shiva)


    Trimurti – Brahma, Vishnu and Shiva

    Significato, utilizzo e  benefici di questo mantra

    È un “bija-mantra”, ovvero un “seme di mantra” che racchiude il potenziale dell’intero universo.

    La ripetizione di questo Mantra se cantato con consapevolezza, va ad allineare:

    • Mente
    • Respiro
    • Vibrazione del corpo con la Coscienza cosmica

    “Aum” non è solo un suono ma è il suono dell’esistenza stessa.

    Sillaba sacra in sanscrito e nell’induismo, è considerata la radice dell’intera creazione e della dissoluzione.

    La sillaba è strettamente legata alla meditazione e alla coscienza, al silenzio che trascende la dualità unita a stati di pura consapevolezza.

    Viene pronunciato all’inizio e alla fine delle letture dei Veda, i testi sacri.

    Utilizzato anche in apertura e chiusura delle lezioni di Yoga (lo recitiamo insieme per tre volte seguito dalla parola Shanti Shanti Shanti =Pace).

    Cantato insieme a più persone crea un senso di comunione e armonia,

    Mind Sound Resonance Meditation

    Nella meditazione AUM può essere ripetuto accompagnando la ripetizione con il Japa mala (di cui ti ho parlato nell’articolo precedente), scorrendo ad ogni ripetizione un grano, per 108 volte fino a completare un giro, per poi ripartire dal lato opposto con la ripetizione. 

    La risonanza deve essere percepita dalla parte bassa del corpo, dai fianchi, dalla bassa schiena. 

    Il suono della “A” scende fino ai fianchi, “U” sul petto, “M” nella testa.