Mi chiedete in molti come si svolge una consulenza naturopatica e a cosa serve la naturopatia.
Provo a spiegarti come funziona la naturopatia e come svolgo il mio lavoro
La prima cosa da considerare quando si vuole intraprendere un percorso olistico è che la naturopatia implica un rapporto di collaborazione attiva col ricevente.
Questo significa che in tutto il processo di ripristino dell’equilibrio psicofisico tu sarai partecipe e “artefice” del tuo cambiamento. Per raggiungere l’omeostasi perduta o mantenere l’equilibrio psico-fisico è necessario adottare delle abitudini salutari che, una volta apprese e fatte proprie, possono modificare in modo drastico il modus vivendi. Partendo dall’alimentazione al modo di respirare, spaziando dai fiori di Bach agli oli essenziali, ai cristalli, per passare agli integratori, alla pratica yoga, alla meditazione, all’Ayurveda, ai trattamenti di riflessologia plantare e alle altre tecniche di MTC (Medicina Tradizionale Cinese).
La consulenza inizia con un primo incontro della durata di circa 1.30h per conoscere la persona, le sue abitudini di vita, ricostruire un’anamnesi.
Osservo il suo corpo, il suo respiro, la gestualità, il modo in cui parla, per capirne l’assetto e le vibrazioni che emana. Guardo i suoi occhi, il viso, le spalle, la lingua. Osservo inoltre i piedi, importanti sia per la MTC sia per capire il legame col suolo, con la terra, ovvero il “grounding che è la base stessa della vita, come le radici per l’albero” come in bioenergetica lo definisce A.Lowen
Una volta raccolte tutte le informazioni necessarie per fare un’anamnesi, costruiremo insieme un percorso ad hoc basato sulle tue esigenze per riportarti in una situazione di equilibrio psico-fisico, per aiutarti a mantenerlo e così prevenire eventuali disequilibri futuri.
Come lavoro? Preferibilmente in presenza, cosa che mi permette una valutazione completa.
Ricevo nel mio studio a Prato, in Via C. Balbo 91 ma se sei distante possiamo fissare un primo incontro online per poi valutare come procedere (ed eventualmente concordare un appuntamento per vederci di persona).
Una volta esclusa ogni controindicazione o l’opportunità di consultare il medico, in base alla sintomatologia che presenti, ti guiderò nel percorso più adatto a te.
Parto sempre dall’alimentazione per spaziare tra le pratiche del respiro, dello Yoga, meditazione ed integrare eventualmente dei trattamenti che possono essere pricipalmente di Medicina Cinese o Ayurvedica, come massaggi, riflessologia, moxa o coppettazione.
“La salute non è tutto ma senza salute tutto è niente”
È il decimo dei dodici nervi cranici, fondamentale per il nostro benessere fisico e i nostri stati psicologici ed emotivi.
Nasce nel midollo allungato, attraversa il foro giugulare, passa per il collo, scende nel torace e, da qui, giunge fino all’addome, innervando numerosi punti che vedi indicati nell’immagine.
LA TEORIA POLIVAGALE
I due rami del nervo vago:
La teoria polivagale, ideata da Stephen Porges, ha distinto il ramo ventrale dal ramo dorsale: il primo ha origine dal lato ventrale del tronco encefalico (a livello dello stomaco) ed il secondo dal pavimento del 4°ventricolo cerebrale, verso la parte posteriore.
Suscitano stati psicologici molto diversi tra loro, influenzano diversamente gli organi viscerali, sostengono reazioni emotive diverse.
Gli esercizi, i massaggi e le palpazioni che vado ad esporti possono essere d’aiuto per alleviare i sentimenti di vergogna e autocolpevolizzazione che alcuni clienti provano nei confronti delle loro risposte alle esperienze traumatiche.
“Se volete migliorare il mondo, cominciate col far sentire le persone più sicure”.
Stephen Porges
PROBLEMI SOMATOPSICOLOGICI:
Ansia e attacchi di panico
Fobie
Comportamento antisociale e violenza domestica
Disturbo da stress post-traumatico
Depressione e SNA
Disturbo bipolare
Disturbo da deficit di attenzione e iperattività
Autismo e il trattamento dell’udito.
“Il trauma non è un evento; il trauma è la risposta”.
Stephen Porges
DISTURBI FISICI che si possono alleviare CON ESERCIZI MIRATI:
BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA (BPCO)
ERNIA IATALE
DOLORE ALLE SPALLE, COLLO, TESTA, MUSCOLO TRAPEZIO E STERNOCLEIDOMASTOIDEO
EMICRANIA
ESERCIZI PER RISTABILIRE IL COINVOLGIMENTO SOCIALE:
TECNICA DI RILASCIO NEUROFASCIALE
ESERCIZI DELLA SALAMANDRA
MASSAGGIO PER L’EMICRANIA
ESERCIZIO PER IL MUSCOLO STERNOCLEIDOMASTOIDEO CONTRO IL COLLO RIGIDO
ESERCIZIO “RUOTA E GIRA” PER IL MUSCOLO TRAPEZIO
Per approfondire l’argomento e conoscere la pratica da seguire anche online contattami per mail o scrivimi nei commenti.
Siamo in pieno autunno, la stagione Vata per eccellenza, caratterizzata da secchezza, fragilità, instabilità, come abbiamo visto secondo la Medicina Ayurvedica.
Si rende indispensabile in questo periodo ricorrere a delle pratiche naturali per prevenire raffreddamenti e congestioni, i cosiddetti “malanni di stagione”.
L’echinacea è una pianta fiorita con proprietà importanti per il nostro sistema immunitario.
Esistono tre varietà principali di echinacea:
purpurea, indicata a scopo preventivo per la sua attività sul sistema immunitario e per l’azione antivirale.
angustifolia, adatta in fase acuta per la spiccata attività inibitoria sulla cascata infiammatoria, quindi utile in associazione ai rimedi contro il raffreddore, il mal di gola e la tosse.
pallida, molto simile all’angustifolia come composizione, ma dotata di minore attività antinfiammatoria (efficace nelle preparazioni cutanee per le sue proprietà cicatrizzanti).
Quando assumerla:
Per preparare il sistema immunitario all’arrivo della stagione fredda si può assumere l’Equinacea non solo nei casi di raffreddamento (tosse, raffreddore) ma anche nelle situazioni di indebolimento delle difese immunitarie: stress, cistite, herpes, candida, afte.
Grazie alle sue proprietà antinfiammatoria, antibatterica e antivirale se ne consiglia l’assunzione anche al momento della comparsa dei primi sintomi da raffreddamento (mal di gola, febbre, raffreddore) per scongiurare l’insorgenza di complicanze come sinusiti e bronchiti.
Effetti collaterali:
Pur trattandosi di rimedio naturale dobbiamo considerare le proprietà immunostimolanti dell’Echinacea che la rendono sconsigliabile a chi soffre di patologie autoimmuni o a chi sta assumendo farmaci immunosoppressori, perché può causare seri problemi.
Allo stesso modo è sconsigliata alle donne in gravidanza o in allattamento e ai bambini al di sotto dell’anno di età, a chi è allergico alle piante della famiglia delle Asteracee.
Come assumerla:
In capsule o compresse da 400mg di estratto secco una volta al giorno per prevenire; dai 500 ai 750mg 2 volte al giorno per curare disturbi già evidenti.
In gocce: direttamente in bocca oppure diluite in poco liquido: 6 o 10 gocce 3 v/dì per bambini di 6 /12 anni mentre 20 gocce 2/3 volte al dì per adulti.
Tisana o tintura madre: la tisana può essere preparata utilizzando la radice, i fiori e le foglie della pianta. Meglio utilizzare le parti aeree della pianta, in quanto il sapore del decotto della radice è piuttosto sgradevole, invece utilizzando le sommità fiorite dell’Echinacea purpurea, il sapore risulterà unico.
La tintura madre di Equinacea Angustifolia, assunta in fase acuta nella quantità di circa 150 gocce al dì divise in 3 volte, viene trattenuta normalmente qualche istante sotto la lingua per facilitarne l’assorbimento.
Ci troviamo nella stagione di transizione, nel passaggio dall’estate (stagione in cui domina Pitta) all’autunno, in cui dobbiamo cercare di mantenere l’armonia di Vata. Diventa importante preparare il corpo per affrontare l’imminente stagione invernale.
L’Ayurveda riconosce che ogni stagione influisce sulle energie vitali del nostro corpo in modi diversi in base alla nostra costituzione di base, Vata, Pitta o Kapha.
Dal predominante Pitta dell’estate (Elementi Fuoco e Acqua, sudorazione e infiammazione) si passa a Vata (Elementi Aria, spazio, etere): leggerezza, secchezza, freschezza e movimento.
Squilibri come secchezza della pelle, dolori articolari, rigidità, raffreddori, influenze: anche il sistema digestivo può risentirne con gonfiori, costipazione, gas, digestione e appetito irregolari.
L’aumento di Vata può portare anche a instabilità mentale, ansia insonnia e difficoltà di concentrazione.
Come bilanciare Vata?
Alimentazione:
Per bilanciare questo squilibrio è bene adottare degli accorgimenti nelle abitudini quotidiane, partendo come sempre dall’alimentazione. Sono di aiuto cibi caldi e umidi, idratanti, per contrastare la predominanza del dosha Vata tendente alla secchezza e al freddo. Zuppe, porridge, verdure e radici come carote, patate, patate dolci, barbabietole sono riscaldanti e stabilizzanti, utili per bilanciare Vata e fornire energia.
Cereali integrali come riso, avena e pseudo cereali come quinoa e miglio forniscono calore e sono facili da digerire e non vanno ad appesantire la digestione. In particolare l’avena va a ristabilire e bilanciare Vata.
Frutta autunnale dolce e succosa come mele e pere, uva e prugne, meglio se cotte o in composte, vanno a idratare il corpo e mantenere l’equilibrio tra Vata e Pitta.
I legumi sono importantissimi: lenticchie, ceci, fagioli mung sono leggeri e non aggravano Vata, specialmente se trattati bene e ben cotti, conditi con spezie riscaldanti quali curcuma, cumino, coriandolo, cannella e finocchio che ne facilitano l’assunzione e mantengono il nostro calore interno.
Latticini come il latte caldo (nel mio caso solo vegetale ma se sei abituato al vaccino, sceglilo preferibilmente scremato e a basso contenuto di lattosio), golden milk e burro ghee e chiarificato vanno a pacificare Vata, se alimenti ahimsa (ottenuti da animali che non hanno subito violenze e maltrattamenti). Il burro ghee (di cui troverai la ricetta a fine articolo) è un buonissimo conduttore e lubrificante. Molti medicinali vengono somministrati col ghee per essere assimilati più facilmente.
Le tisane calmanti e riscaldanti sostengono la digestione e contrastano il freddo: zenzero, camomilla, liquirizia.
È consigliabile berle durante il giorno perché ci aiutano nelle attività da svolgere.
Noci e semi: mandorle, noci, semi di sesamo, contrastano secchezza e lubrificano.
Essendo frutti secchi se ne consiglia la reidratazione prima dell’assunzione, mettendoli a bagno la notte prima di consumarli.
Cosa evitare: cibi crudi (ridotti al minimo) e freddi (insalate, bevande ghiacciate sempre, anche in estate).
L’obiettivo in generale è quello di mantenere il calore interno, idratazione e stabilità, bilanciando i Dosha attraverso l’alimentazione e la routine quotidiana.
L’Ayurveda ci insegna che ogni persona ha una costituzione unica e l’equilibrio dei tre dosha può variare da una persona all’altra.
Per il dosha Vata, caratterizzato da secchezza, leggerezza, freddezza, i cibi elencati sopra vanno benissimo. Beneficia di cibi caldi, umidi, nutrienti e facilmente digeribili. Zuppe calde, stufati, radici, cereali integrali e spezie.
È il Dosha che si squilibra più facilmente e altrettanto facilmente si ripristina.
Vediamo qualche suggerimento da tenere in considerazione in questa stagione per l’alimentazione dei soggetti delle altre costituzioni:
Dosha Pitta: acidità, irregolarità infiammazione. Cibi rinfrescanti (non freddi) e idratanti. Frutta dolce (mele, pere, uva), cereali integrali, riso basmati e latticini moderati. Spezie dolci meno riscaldanti come coriandolo e finocchio.
Dosha Kapha: lentezza e umidità.
Tende ad accumulare umidità e pesantezza per cui ha bisogno di cibi leggeri, asciutti e riscaldanti. È preferibile consumare spezie che lo aiutano come pepe nero, zenzero, curcuma, broccoli, verdure leggere, tutti i cavoli e i legumi (lenticchie limitate), frutta con moderazione (per limitare gli zuccheri) e preferibilmente cotta. Cereali come riso scuro e orzo. Evitare cibi troppo piccanti, acidi o salati.
Routine quotidiana:
Primavera e autunno sono i periodi di transizione più difficili: l’Ayurveda consiglia di svegliarsi presto al mattino per beneficiare dell’energia fresca del mattino, praticare yoga, pranayama e meditazione per calmare la mente.
Automassaggiarsi o sottoporsi a massaggi con olio caldo riscaldante come l’Abyangam nutre la pelle e la reidrata. Si possono applicare alcune gocce di olio di sesamo o ghee nelle narici al mattino per mantenerle umidificate e migliorare la respirazione.
Passeggiare all’aria aperta al mattino aiuta a mantenere l’energia in equilibrio e connetterci con la stagione che stiamo vivendo.
Sonno: mantenere un buon ritmo ci aiuta per tantissime cose affinché anche i nostri organi interni si rilassino e si riposino per lavorare al meglio.
Creare un ambiente consono (no schermi in camera) con un buon libro, candele, aromaterapia, tisana calda.
Detox:
Stagione idonea, dedicando qualche giorno facendo una scelta precisa di cibi. Alimenti non processati, freschi e naturali.
Integratori:
Polvere di triphala (3 erbe volte a depurare e alla digestione: Amalaki (uva spina indiana o Emblica officinalis), Haritaki (Terminalia chebula) e Bibhitaki (Terminalia bellerica) per le tossine. Il suo nome significa letteralmente “tre frutti” e viene utilizzata per le sue proprietà depurative, digestive e riequilibranti per l’organismo.
Inoltre, per bronchiti e muco accumulato togliere tutti i latticini, dolci e cereali.
Rimedio utile contro malanni di stagione come raffreddore, congestione delle vie aeree, tosse:
Uno dei mantra più conosciuti e potenti, composto da sole tre lettere, ognuna con un profondo significato.
Simbolo sanscrito
A = creazione, nascita, inizio (dio Brahma)
U = continuazione, sostegno, flusso della vita (dio Vishnu)
M = dissoluzione, sonno profondo, morte e ritorno alla vita (dio Shiva)
Trimurti – Brahma, Vishnu and Shiva
Significato, utilizzo e benefici di questo mantra
È un “bija-mantra”, ovvero un “seme di mantra” che racchiude il potenziale dell’intero universo.
La ripetizione di questo Mantra se cantato con consapevolezza, va ad allineare:
Mente
Respiro
Vibrazione del corpo con la Coscienza cosmica
“Aum” non è solo un suono ma è il suono dell’esistenza stessa.
Sillaba sacra in sanscrito e nell’induismo, è considerata la radice dell’intera creazione e della dissoluzione.
La sillaba è strettamente legata alla meditazione e alla coscienza, al silenzio che trascende la dualità unita a stati di pura consapevolezza.
Viene pronunciato all’inizio e alla fine delle letture dei Veda, i testi sacri.
Utilizzato anche in apertura e chiusura delle lezioni di Yoga (lo recitiamo insieme per tre volte seguito dalla parola Shanti Shanti Shanti =Pace).
Cantato insieme a più persone crea un senso di comunione e armonia,
Mind Sound Resonance Meditation
Nella meditazione AUM può essere ripetuto accompagnando la ripetizione con il Japa mala (di cui ti ho parlato nell’articolo precedente), scorrendo ad ogni ripetizione un grano, per 108 volte fino a completare un giro, per poi ripartire dal lato opposto con la ripetizione.
La risonanza deve essere percepita dalla parte bassa del corpo, dai fianchi, dalla bassa schiena.
Il suono della “A” scende fino ai fianchi, “U” sul petto, “M” nella testa.
“Japa mala” è il termine con cui ci riferiamo abitualmente alla “collana dai 108 grani” utilizzata per la meditazione: japa (sanscrito: जप) è un termine sanscrito che si riferisce alla pratica spirituale di ripetere un mantra, una preghiera o una frase sacra , mentre “mala” (sanscrito: माला; mālā) significa “ghirlanda”. Pertanto, “japa mala” descrive un tipo di rosario utilizzato per contare le ripetizioni durante la meditazione in tradizioni come l’induismo, il buddismo e il sikhismo, favorendo la concentrazione e l’approfondimento della consapevolezza.
Ci sono mille risposte a questa domanda: si tratta di un numero simbolico ricorrente nello yoga, dal significato speciale e importante anche nella pratica del Saluto al Sole.
In matematica ogni numero ha un significato:
1: Dio; 0: il vuoto; 8: l’infinito.
Nel corpo energetico 108 sono le Nadi (canali energetici) che si incontrano nel chakra del cuore Anahata. “108″ sono anche le Upanishad, testi filosofici e religiosi antichi dell’India.
Japa in legno di sandalo
E ancora: in sanscrito ci sono 54 lettere maschili e 54 lettere femminili, il cui totale, sommandole, fa proprio 108. La distanza Terra-Luna è circa 108 volte il diametro della Luna, e questa coincidenza fa sì che il Sole e la Luna appaiano della stessa grandezza nel cielo terrestre.
Quale scegliere?
Il japa mala tradizionale è realizzato con perline di rudraksha, pianta che nasce sulle colline himalayane dove si trovano le sorgenti del Gange e la leggenda vuole che sia nata dalle lacrime di Shiva. Hanno un colore marrone-rosso, risultano ruvide al tatto. Si possono trovare anche mala in perline di legno di sandalo naturale o trattato (bianco o chiaro), in Tulsi (basilico sacro) oppure in pietre dure spesso con i colori dei 7 chakra.
Scegli quello che ti chiama!
Come si usa?
Per tradizione si usa indossato al collo o al polso sinistro ma in India ho appreso che è bene custodirlo gelosamente nascosto dagli indumenti o in una borsina apposita e usarlo solo quando si medita. Nella meditazione si usano il pollice e il medio per scorrere i grani che non vanno mai toccati col dito indice (dito dell’intelletto/EGO) o col mignolo (simbolo di inerzia e pigrizia).
Si sostiene con entrambe le mani dai due lati tenendolo leggermente teso e si scorrono con le dita della mano destra i 108 grani in senso orario senza mai toccare la 109esima pietra, detta meru, sumeru o “pietra del guru”. Quando si arriva a questa significa che un giro di mantra è terminato e si ruota tra le mani il mala per ricominciare dall’altro lato.
Mantra e sloka
Si possono ripetere mantra o sloka (distico, inno o verso poetico). Il mantra più potente e conosciuto è AUM: il suono primordiale della Terra, dove A sta per Brahma, la creazione, U per Vishnu, la conservazione e M per Shiva, che distrugge e trasforma (nel prossimo articolo approfondirò l’argomento).
Lo sloka più comune è quello di Pace: “Sahana Vavatu” ma anche “Lokah Samastah Sukhino Bhavantu”, che si traduce “Possano tutti gli essere su questa terra essere felici” e che rappresenta solo l’ultimo verso del mantra di chiusura della pratica di Ashtanga (di cui ti parlerò in seguito).
Veda= Saggezza, Conoscenza della Vita e della Longevità
I Veda sono una collezione di testi antichi risalenti ad oltre 5000 anni fa’ contenenti la conoscenza rivelata ai Rishi (saggi indiani) durante la meditazione. Riguardano la conoscenza del corpo, l’astrologia, le scienze fisiche, tramandate nel tempo dai saggi ai discepoli sotto forma di Sutra, canti e testi ritmici.
Obiettivi dell’Ayurveda:
Guarigione dalle malattie
Mantenimento della Salute
Realizzazione di Sé
Ma l’Ayurveda è anche una filosofia di vita, percepisce l’esistenza come figlia della Coscienza Cosmica che si manifesta nell’Universo con un’energia maschile “Purusha” e una femminile “Prakruti”: esse vivono al di fuori del tempo e dello spazio e coesistono in ogni essere dell’Universo, animato e inanimato. L’uomo è collegato al suo ambiente, ai suoi pensieri, alle sue malattie: CORPO, ANIMA, MENTE.
Tutto ciò che si verifica nell’Universo esterno (Macrocosmo) accade anche all’interno di ogni essere presente sulla Terra (Microcosmo), fatto degli stessi elementi ed energie dell’Universo.
Le discipline associate all’Ayurveda sono:
Lo Yoga, definito come la scienza dell’unione con il Divino, è il dominio dello Spirito, della Coscienza.
Il Tantra, il modo più diretto per controllare le energie che ci animano, è il dominio dell’Anima.
L’Ayurveda, la Scienza della Vita, ci insegna a prenderci cura del nostro corpo.
Nella visione olistica corpo, anima e mente sono strettamente connesse e l’obiettivo non è mai quello di curare il sintomo ma risalire all’origine del male ripristinando lo stato di salute psico-fisica della persona e prevenire le malattie.
MAHABUTA:
Secondo le rivelazioni fatte ai Rishi e riportate nei Veda, in base alla Teoria dei cinque elementi, la coscienza cosmica iniziò a vibrare e le sue vibrazioni crearono il suono attraverso l’Etere, il Primo Elemento. Dal movimento di questo ebbe luogo l’Aria, Secondo Elemento. Dall’attrito dell’Aria nacque il calore che scontrandosi tra particelle originò il Fuoco, Terzo Elemento. Sotto il calore alcuni elementi dell’Etere si sciolsero formando l’Acqua e si solidificarono infine creando la Terra, Quinto Elemento.
Questi Cinque Elementi o Mahabuta si manifestano combinandosi tra loro nei Dosha, principi metabolici che danno luogo alla struttura psicosomatica dell’uomo, il suo Prakriti, la natura primaria o costituzione originaria.
La predominanza di un elemento sull’altro nella costituzione individuale influenza metabolismo, temperamento e predisposizione alla salute.
I tre dosha principali sono Vata, Pitta e Kapha. Ognuno di questi dosha è composto a sua volta da una combinazione di due o più elementi e quasi mai nessuna persona è puramente Dosha, Pitta o Kapha ma presenterà carateristiche dell’una e dell’altra ocn prevalenza di una costituzione in particolare.
Conoscere la propria costituzione doshica può essere utile per ripristinare un equilibrio psicofisico perduto o prevenire uno squilibrio, così come mantenere uno stato di salute conquistato. Sulla base della propria Prakriti, si possono scegliere alimentazione, esercizi e pratiche che favoriscono l’equilibrio e il benessere individuale.
In modo molto sintetico si può affermare che:
Kapha (Acqua + Terra): è il principio di coesione, stabilità e struttura. Le persone Kapha tendono ad avere un fisico più robusto e un temperamento calmo e stabile.
Vata (Aria + Etere): è il principio che regola il movimento, la leggerezza e il cambiamento nel corpo e nella mente. Le persone con Vata dominante tendono ad essere longilinee e snelle, con un temperamento dinamico.
Pitta (Fuoco + Acqua): è la forza che presiede alla trasformazione, all’intelligenza e al calore. Le persone Pitta sono spesso caratterizzate da un metabolismo attivo e una mente acuta.
Per conoscere la propria costituzione doshica si può eseguire un colloquio conoscitivo in studio, l’esecuzione di un test di costituzione, la diagnosi del polso (Nadi Vigyan), l’osservazione della lingua e degli occhi.
Tecnica millenaria della Medicina CInese, si basa sulla pressione delle sole dita e sul massaggio delle “zone riflessogene” che rispecchiano le varie parti del corpo e sono collegate a singoli organi interni. La pressione sul punto riflesso favorisce un riequilibrio di tutto il corpo e non del solo organo interessato.
Numerosi sono i benefici della Riflessologia: ha un effetto rilassante, abbassa il livello di stress fisico e mentale. È utile per depurarsi, migliorare la circolazione linfatica e sanguigna, combattere i dolori, riequilibrare l’energia vitale del corpo.
La riflessologia plantare tende al miglioramento in 3 ambiti principali: congestione, infiammazione e tensione. Indicata per i dolori più comuni come mal di schiena, mal di testa, stati di tensione generale, problemi alle articolazioni, è un ottimo strumento per smettere di fumare o per combattere l’insonnia.
Può essere utile nel riequilibrio di problemi quali cistiti, cellulite, stress, crampi, artrosi e ansia ma anche asma, malattie da raffreddamento, digestione difficile. Aiuta a ridurre sensibilmente i disturbi che si manifestano durante la menopausa.
Esempio di applicazione pratica in casi di ansia, depressione e angoscia: la riflessologia plantare può essere un valido aiuto, se combinata all’esercizio fisico, ad attività all’aria aperta, nella riduzione degli stati di ansia, depressione e angoscia.
La riflessologia plantare offre una vasta gamma di benefici per alleviare i sintomi legati all’ansia e promuovere il benessere generale. Tra i principali vantaggi: riduzione dello stress, miglioramento del sonno, equilibrio emotivo, stimolazione del sistema immunitario e miglioramento della circolazione sanguigna.
Quali sono i punti interessati:
l’apparato respiratorio (polmoni, albero bronchiale:la stimolazione di questi punti, situati nella zona centrale della pianta superiore del piede, favorisce la respirazione profonda e regolare, allentando tensioni e ansia;
le ghiandole surrenali:la stimolazione di questi punti, collocati nella parte superiore dei reni, regola la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, infondendo una sensazione di calma e relax.
l’ipofisi, situata nel punto al centro del primo dito (alluce), è la ghiandola regina che regola il sistema endocrino e linfatico. Se stimolata, può favorire il drenaggio linfatico e la circolazione, ridurre l’infiammazione e il senso di malessere associato all’ansia;
il diaframma o plesso solare, situato sulla linea nella parte alta-centrale del piede, è un punto ricco di innervazioni che vanno a lavorare sull’allentamento delle tensioni;
l’apparato digerente, collocato nella parte centrale della pianta, viene trattato nella sua totalità per alleviare i sintomi gastrointestinali causati da stati di ansia, favorendo la digestione e l’assorbimento dei nutrienti.
Dopo il primo trattamento è possibile che si manifesti un aumento della diuresi, maggiore motilità intestinale, sensazione di stanchezza muscolare, lieve senso di vertigine. Dopo un primo ciclo di circa 4 sedute ravvicinate si potranno apprezzare i benefici e continuare con lo stesso ritmo o aumentare l’intervallo di tempo tra una seduta e l’altra. Il numero consigliato di sedute varia solitamente dalle 6 alle 12 secondo i casi e in base alla risposta personale del ricevente.
La durata del trattamento va da un minimo di 45 ad un massimo di 60 minuti a seduta. Si consiglia una frequenza iniziale di 1 o 2 volte alla settimana.
Controindicazioni: assolutamente non deve essere praticata nei casi di gravidanza, tumori, trombosi, in presenza di vasculopatie degli arti inferiori (es. flebiti, varicosi), piede diabetico, verruche o infezioni micotiche. La terapia è controindicata anche in presenza di febbre e sintomi influenzali, ciclo mestruale.
Riflessologia plantareMovimento “ad uncino”, aggancio e rientro
La moxa, tecnica antichissima della medicina cinese, ha come scopo quello di stimolare il Qi, l’energia vitale dell’organismo, che sta alla base del nostro benessere. Per farlo fluire correttamente e agire su eventuali blocchi o disarmonie, si può intervenire sui punti meridiani, gli stessi usati nell’agopuntura, stimolandoli con il calore che aiuta il Qi a equilibrarsi, eliminando accumuli o cali di energia. Insieme all’energia, anche il sangue e la linfa tornano a scorrere in modo armonioso e a irrorare e nutrire i tessuti, i muscoli si rilassano, il disagio viene superato.
La moxa agisce tramite il calore sfruttando le proprietà dell’artemisia, le cui foglie essiccate sono arrotolate in piccoli sigari che, una volta accesi, vengono avvicinati a ciascuno dei punti prescelti per pochi secondi e rimangono a 2-3 centimetri dalla pelle. La moxa ha dato riscontri positivi anche per il trattamento di problematiche psico-emotive, come depressione, ansia e insonnia.
La coppettazione o “cupping therapy”, ha anch’essa come scopo il riequilibrio del flusso di energia (Qi) attraverso i meridiani. Si pratica con l’utilizzo di coppette in vetro o in silicone che vanno ad eliminare stasi di sangue o di liquidi responsabili di dolori diffusi. Il massaggio realizzato dalla coppettazione è in grado di favorire un rilassamento profondo, riducendo lo stress e migliorando la qualità del sonno. Questo effetto calmante è particolarmente utile per chi soffre di ansia e tensioni croniche.
La coppettazione viene sempre più frequentemente utilizzata anche per scopi estetici, per drenare i liquidi in eccesso su glutei, gambe e addome, aiutando a ridurre l’aspetto “a buccia d’arancia”. Può essere utile anche nel rimodellare la pancia, ridurre il gonfiore, migliorare la circolazione sanguigna e linfatica, favorire il drenaggio dei liquidi e la detossificazione, rendendo il tessuto più tonico ed elastico. Questo trattamento stimola il metabolismo locale e la rigenerazione tissutale.
In questi casi sono utilizzate preferibilmente le coppette in silicone che, sulla pelle oliata, scorrono più facilmente e senza dolore per il ricevente.
Se mi avessero detto dieci anni fa’ che oggi sarei stata qui a scrivere come sono diventata Naturopata e Insegnante Yoga non ci avrei creduto.
Svolgevo un lavoro completamente diverso che mi assorbiva completamente e non mi dava spazio per rilassarmi, pensare, prendere consapevolezza di chi ero nè di cosa volessi veramente.
Mangiavo sregolatamente e mangiavo anche carne, bevevo alcolici, non praticavo sport, mi arrabbiavo facilmente e non lasciavo andare niente.
Oggi, a distanza di dieci anni, dopo un percorso personale molto intenso, non mi riconosco più in quella persona che non sapeva apprezzare niente.
Mi sento grata alla vita, mi riconosco nel lavoro che svolgo e in equilibrio con me stessa. Questo mio nuovo approccio all’esistenza mi permette di entrare più facilmente in sintonia con l’altro e, forte della mia esperienza, di poter costruire percorsi di cambiamento in accordo con le esigenze della persona.
La filosofia Yogica come disciplina di vita, non solo le Asana (posizioni) ma anche i principi etici (Yama e Nyama), le tecniche di respirazione (Pranayama) e i successivi stadi meditativi (seppur raggiunti parzialmente), mi hanno portato a ristabilire un equilibrio e un’armonia nella mia persona mai provati prima e a liberarmi dal ciclo della sofferenza realizzando la mia vera natura.
Nel mio studio eseguo consulenze naturopatiche per ripristinare l’omeostasi della persona, prevenire uno squilibrio o mantenere una situazione stabile, partendo normalmente dalle abitudini alimentari. Svolgo trattamenti di Medicina Tradizionale Cinese (Cupping therapy, Moxibustione, Riflessologia plantare e facciale) e di Medicina Ayurvedica (test di costituzione doshica, Hasta e Pada Abyangam, Abyangam).
Le lezioni di Yoga spaziano tra diverse discipline: Hatha Yoga, Chair Yoga, Ashtanga Primary Series, Hormonal Yoga (sessioni individuali) e Yoga per bambini. La pratica ha la durata di un’ora e 15 minuti e prevede la presenza di non più di 5 partecipanti in modo da seguire ognuno in modo personalizzato.
Oltre alla esecuzione delle Asana (postura del corpo usata per preparare il fisico alla meditazione), particolare attenzione è riservata alla pratica dei Pranayama (tecniche di controllo del respiro), al momento del rilassamento (Shavasana) e al canto dei mantra (parola, formula sacra o suono che viene ripetuto durante la meditazione o la pratica spirituale per calmare la mente, focalizzare la concentrazione e connettersi con energie superiori).
Irene Bartalini
Naturopata, Operatrice di MTC e Medicina Ayurvedica, Insegnante Yoga 500hrs RYT